giovedì 20 dicembre 2007

Spazio libri: Hey nostradamus

Hey, Nostradamus! - Douglas Coupland, consigliato. La storia gira intorno ad una strage in una scuola, un pretesto per esplorare a tutto tondo i diversi personaggi le cui vite saranno segnate, per un motivo e per l'altro da questo terribile evento. Il lettore è trasportato con un'interessante progressione attraverso quindici anni, dove voci diverse in tempi diversi rendono pagina dopo pagina sempre più corposo lo scenario, che a primo avviso sembra quasi banale, per quanto schoccante, lentamente diventa sempre più complesso, e i personaggi inizialmente idealizzati diventano sempre più articolato. Il romanzo è indubbiamente dark, ma soprattutto un pretesto per esplorare l'uomo contemporaneo. Si legge d'un fiato, per un momento di piacevole riflessione, sempre con quell'ironia tipica di Douglas, piacevolmente amara.
Così come in jPod, dove, a parte il finale che in effetti è eternamente lungo, anche se ha il suo perché e le note autobiografiche che sono "troppo", l'ironia pungente e l'originalità, con tutti i colpi di scena di sicuro non annoia, anzi (a dirla tutta mi è piaciuto molto). Si tratta però di un romanzo molto diverso, anche se il tema è sempre l'uomo nel mondo contemporaneo. Da visitare anche il sito di jpod, che rispecchia perfettamente il romanzo. Da leggere assolutamente in inglese.
In generale, pensandoci bene, un minigiro sul sito di Douglas Coupland vale la pena di farlo.

venerdì 14 dicembre 2007

slang della risata su web

Tom's hardware stamattina riporta che il presidente della Merrian Webster (dizionari americani&c.) ha eletto w00t come parola dell'anno. w00t si usa nella rete per esprimere gioia e sorpresa, nasce da uno dei giochi di ruolo più "antichi" e, tra i tanti neologismi che dalla rete è passata al web, ha una lunga storia (relativa, ovviamente).
Cercando nella rete si trovano in realtà tante diverse spiegazioni, usato in Dungeons&Dragons come contrazione di "wow, lot!" (quando si trova un tesoro), parallelamente è coniato anche nel mondo degli hacker per indicare l'accesso come amministratore ad un computer. Almeno, questo è quello che si legge nell'Urban Dictionary a detta della sua community. Attenzione, che esistono due versioni: con le "o" e con gli zeri - quello "eletto" è con gli zeri, perché oltre ad essere il simbolo del travaso linguistico - o invasione - dal web, è anche emblematico per l'uso dei numeri al posto dei caratteri. Non che ci sia poi così tanto di nuovo, per esempio, ho ascoltato per anni la musica degli U2 (you too?), se non fosse che ora trovare dei numeri che sostituiscono gruppi di lettere non è più la novità ma la prassi.

A questo punto, il prossimo passo che mi aspetto è che nei dizionari compaiano i numeri come sezione oltre alle consonanti e vocali e, in seguito, tra il lessico dell'anno, compaia un'emoticons. Sono curiosa però di capire quale criterio si potrà usare per catalogarle, senza ridursi ad una sterile tabella in ordine sparso. Chissà, dopo i numeri la punteggiatura... O forse, l'unica soluzione saranno i tag. O, forse, niente di tutto ciò, perché sarà così mutevole e selezionato l'uso che non ci sarà bisogno di codificarlo.

Tornando a w00t, su wikipedia altre interessanti spiegazioni dell'origine.

Comunque, è interessante notare come lo slang della rete abbia prodotto un discreto numero di nuove parole per indicare felicità, allegria, sorpresa piacevole (ehm, non tutti esattamente da "signorine": lol, rofl, lawl, heh, haha, lolol, 120, lmao, lmfao,.

lunedì 10 dicembre 2007

google vs yahooo

Trovo la storia delle homepage sempre molto affascinante e significativa. A questo link, le homepage di Yahoo e di Google dal 1996 al 2005 (dal 1998 per google, ovviamente).
L'immagine parla da sè, yahooo ha progressivamente aumentato il numero di parole e oggetti nella sua homepage, google invece ha una homepage sempre più snella da cui si accede ai servizi. Google è IL motore di ricerca con annessi siti di servizi, che girano comunque intorno al motore di ricerca, yahoo è un aggregato di informazioni e servizi di community.
entrambi hanno fatto fortuna.

domenica 9 dicembre 2007

Le prodezze di Jonathan Livingston


Gabbiano newyorkese, foto ripescata da quelle fatte a NewYork recentemente, nell'atto che ben esplica, a mio avviso, il senso di accompagnare i turisti su e giù con il traghetto, tra Manatthan e la Statua della Libertà. Diciamo, pensieri spontanei, come si dice, "di stomaco"...
Avrà più mira il turista o più prodezza il gabbiano?

Altro che romantico tramonto con i gabbiani all'orizzonte, stagliati contro il sole che si scioglie nel mare.

Di sicuro, non si può dire che il gabbiano non apprezzi il turismo... E così, anche i gabbiani, a New York investono energia e tempo nel turismo. Evidentemente rende.

venerdì 7 dicembre 2007

Il web 2.0 è sempre più utile...

Per i momenti di sconforto.

Il web2.0 è utile.

ho trovato questo simpatico sito per fare flashcards (uno tra i circa 150 che ho visto finora), ma questo è particolarmente carino:
Guarda cosa permette di fare...


Ma ce ne sono altri, tipo come i simpatici siti con i videotutorial che ora stanno impazzando, da come si ripara una gomma, a come si usa il computer a... come si ricarica l'ipod con una cipolla e una bibita...
Alcuni link interessanti:
TrickLife, Expert Village, Instructables, Videojug, Sclipo, Squidoo, householdhacker, 5min, SuTree

lunedì 3 dicembre 2007

dal grande al piccolo


Il rientro in Italia non è stato poi così male, con il panorama delle colline appena fuori Forlì, al risveglio. Nel loro piccolo, non scherzano.

In realtà non ero lì per le colline, ma per sentire e rivedere finalmente alcuni amici, grazie al convegno di comunicazione nella scienza organizzato come ogni anno dalla SISSA di Trieste. Sul convegno non posso dire granché, perché sono arrivata troppo tardi, visto che ero impegnata a guardare l'Asia dall'Europa, anche se il programma lascia ben sperare di aver perso cose interessanti.
Indubbiamente ho rivisto molte persone, il che di suo, è sempre la cosa migliore in ogni convegno degno di questo nome.

i colori di Istanbul


Quest'estate ho letto "Il mio nome è Rosso", di Palanuk, un romanzo squisito per le sue atmosfere, il suo ritmo, la malinconia e il profondo significato dietro ogni gesto, dietro ogni parola.
Avevo visto anche qualche film turco, di registi locali, ma non ero mica pronta a respirare tutti i colori di Istanbul, che sono come nel libro, il rosso, il dorato, il nero, ma poi ci sono il blu (tanto blu, il blu delle mattonelle del palazzo del Sultano, della Moschea, del cielo, del Bosforo, del Corno D'oro e dei riflessi nelle pozzanghere dopo la pioggia), il giallo (anche quello dei taxi, anzi "tacsi") e le luci di notte, soprattutto quelle dei ponti. I colori e gli odori delle spezie, il tutto in una simulazione incredibile di calma apparente, che nessuna città di mare che ho visto prima potrebbe vantare. Il mare è lì, dentro la città, eppure lo si attraversa in barca, in volo, a piedi, senza troppa cura. La città sembra ancora più grande e imponente nel mare, con la sua tranquillità e la sua immensa estensione che dal finestrino dell'aereo per quanto ci abbia provato, non sono riuscita a cogliere tutta intera con un solo sguardo.

mercoledì 14 novembre 2007

ah, la City!


di ritorno dalla City, sempre difficile non avere cose da dire (e infatti ne avrei fin troppe), per cui continuo a tacere ancora per oggi perché altrimenti il post sarebbe troppo lungo e a me i post lunghi nei blog annoiano... non vorrei annoiarmi da sola.
Lascio che parlino le immagini, io questa volta l'ho vista anche così.

giovedì 18 ottobre 2007

la bufala sopravvive

sono ormai quindici giorni che la bufala del cromosoma ricostruito è stata smentita da Craig Venter (soprassiedo sugli scienziati che ci hanno anche disquisito sopra, specchio dei tempi che cambiano - una volta non si sarebbe presa in considerazione una notizia scientifica che non fosse uscita su una rivista scientifica... ma mi consolo sperando che una rondine non faccia primavera).

Ieri sera ho fatto un esperimento. Ho fatto un pò di ricerca online: ho trovato - fermandomi solo ai primi risultati - trenta siti che parlano seriamente dell'argomento (tra giornali, forum, etc) con post successivi alla data di smentita. la bufala sopravvive sempre (non è una novità per chi di bufale si occupa - basta vedere le storie delle bufale sul sito di Paolo Attivissimo - ma questa è una bufala un pò diversa dai soliti clichè, almeno a mio avviso).

Qui siamo in presenza di una bufala evidente per un pubblico di esperti - l'annuncio ha veramente dell'incredibile - ma è passata lo stesso e sopravvive.
Curiosa questa "fiducia" spassionata nella scienza, che tutto può nell'immaginario collettivo, per cui neanche bufale di questa dimensione appaiono inverosimili (addendum: prima o poi venter - o qualcun altro - ci riuscirà, ma i mezzi sono ancora più che insufficienti e gli scienziati lo sanno).

Ho l'impressione che questo c'entri con il fatto di applicare due pesi e due misure per piegare i risultati scientifi per far tornare i conti dei "politici" (ho il dente avvelenato stamattina, lo ammetto) - tanto chi se ne accorge? e qualche scienziato sta più che al gioco(non stupisce, sono "uomini" anche gli scienziati - ma il codice deontologico????)

di questi tempi, sarebbe importante che qualcuno si occupasse seriamente del codice deontologico dello scienziato che non è a mio avviso "non farò armi biologiche" etc etc (quello è codice etico più ampio), ma le solite banali cose classiche - attenersi al metodo scientifico, comunicare con precisione e completezza i risultati della ricerca e i metodi usati, non piegare i risultati della ricerca per sostenere le proprie ideologie. Sempra banale, ma non lo è affatto.

sabato 13 ottobre 2007

abbasso le cartelle, viva i tag!

Di ieri questo post in youtube di Michael Wesch. Non potevo non citarlo, visto che tra i miei crucci c'è il problema della catalogazione, e della finzione che si fa con il computer (o si faceva...) di dover restringere la conoscenza in cartelle e sottocartelle, in uno schema ontologico definito e rigido (rigido perché se non ti attieni... non trovi più niente... e già così...). Invece, viva i tag, con tre tag puoi mettere gli oggetti in tre luoghi. Non sono convinta che questo possa essere realmente utile anche alla causa di trovare le cose nel computer, ma i miei neuroni ringraziano per la maggior libertà di scelta. viva i tag.

morta ancor prima di nascere

Ad agosto, Vint Cerf, vicepres. di Google, ha dichiarato che la TV è morta (è tenace il dibattito oltreoceano tra la tv normale e quella via cavo). Enrico Ghezzi, ieri sera nella sigla di chiusura della trasmissione Glob (con uno scorcio sul suo volto, e la lente al termine contro la cinepresa - "uscite dagli schermi"), ha dichiarato che "la TV non è morta perché la TV non è mai nata". (lo diceva già dieci anni fa, associando tra i morti viventi anche il cinema).
La questione del tempo, della comunicazione e della comunione nelle sue interviste, ne ho ripescata una fra le mille.
E internet? un simulacro, un'illusione.

boom.

giovedì 11 ottobre 2007

democrazia molecolare

“questa nuova democrazia potrebbe assumere la forma di un grande gioco collettivo nel quale vincerebbero (ma sempre provvisoriamente) i più cooperativi, i più educati, i produttori più efficaci di varietà consonanti… e non i più abili a impadronirsi del potere, a soffocare la voce degli altri e inquadrare masse anonime in categorie molari” (sempre Levy... non è mica ancora finita...)


affascinante. utopia? almeno un pò.

La ripresa dell'argomento è dovuta al fatto che ho iniziato a leggere Cultura Convergente di Henry Jenkis (Apogeo) con prefazione, non a caso, di Wu Ming (tra gli altri quattro libri che sto leggendo in questi giorni... non ci posso fare niente, è per me irresistibile aprire un bel libro e iniziare a leggerlo quando lo vedo, non importa se sono già in mezzo ad altre storie... ci tengo a precisare che non è una forma di multitasking, ma un difetto congenito, credo) .

Il testo riprende il concetto di intelligenza collettiva, e ci aggiunge il concetto di convergenza (più tutta una serie di analisi di case study non male). Molto interessante e molto coinvolgente. a breve con gli aggiornamenti.

giovedì 4 ottobre 2007

due piccole perle e una perlina

due piccole perle navigando sul web:
- Educity
Motore di ricerca per siti dedicati al mondo scolastico (selezionati - nel bene e nel male ovviamente)
- il sempre valido webi.org (risorse open source), presenta una sezione molto particolare (soprattutto per i nostalgici) a cui sarà difficile resistere...

La "perlina", una sciocchezza, ma su cui si potrebbero scrivere romanzi. Il sito di repubblica di oggi riporta la notizia di un bassotto che ha ritrovato un osso di mammuth. Chissà che delusione, dopo aver trovato quel bell'ossone, averlo dovuto mollare alla scienza...

sabato 29 settembre 2007

i confini dell'universo web...

Secondo il principio cosmologico, i confini dell'universo sono definiti come il luogo dove questo appare uguale in ogni direzione e luogo (omogeneo e isotropo, per dirla difficile). Ma i confini dell'universo web? (world mi sembra limitante). Direi che è decisamente più semplice...
I confini di internet.
La fine di internet
Congratulazioni
la vera fine di internet
Sei alla fine, torna indietro
Fine di internet, istruzioni per tornare indietro.
Procedura per arrivare alla fine di internet
...non preesistono, forse non esistono, ma possiamo crearli con un clic. (quello sulla x in alto a destra...).
Termina internet
Anche se, come testimonia la giornata a giugno di "mi stacco dal web", la cosa è solo apparentemente molto semplice.

martedì 25 settembre 2007

easter egg per volare sulla terra

per un momento di svago. ci va anche questo....
Avviare Google Earth, fare clic su CTRL-ALT-A, un F16 Viper vi aspetta per volare sull'immagine virtuale della nostra terra. Simulatore semplice ma d'impatto - soprattutto perché non me lo aspettavo... e a questo punto non potevo tacere...

mercoledì 19 settembre 2007

sei miliardi di altri...

Parla da sè (è proprio il caso di dirlo): http://www.6billionothers.org/main.php?Lng=it

web2.0, il ritorno della tribù...

Omgili, il motore di ricerca per sapere cosa si dice a proposito di qualsiasi argomento nei forum e in altri sisteme di condivisione di conoscenza multiutenza (Brrrr!) su web.
Come gadget (un pò della serie mai-più-senza), fornisce per ogni chiave di ricerca anche un grafico dell'andamento del numero di chat su quell'argomento nell'ultimo mese, di cui si può copiare il codice per inserirlo nel proprio sito... (comunque, per quanto inutile, non ho saputo resistere: ed ecco che l'arredamento continua, con un bel grafichino - in fondo in fondo, nella colonna di destra, con le parole che ho scelto - che riporto qui come immagine statica, quello in basso a destra invece è connesso al sito e si ricarica aggiornato ogni volta - il che vuol dire che temo lo toglierò prima o poi se rallenterà il caricamento del blog...). per quanto irrilevante, anche il mio "controllo negativo", il baobab è coinvolto in qualche conversazione internettiana... Il clic sulle colonne rimanda all'elenco delle discussioni sull'argomento ordinate in base al tempo.
e ovviamente non manca la classifica dei contenuti più discussi, catalogati per tipologia di risorsa (video, argomento, notizia...)

sabato 15 settembre 2007

tutti i genomi del mondo...

Leggevo ieri su Nova il lungo speciale dedicato al genoma, in cui si accennava anche all'ormai pressante problema della privacy sui dati genetici, che potrebbero essere utilizzati per discrimazioni su vari fronti, lavoro e assicurazioni sanitarie, per ricordare due delle tematiche più calde.
Sono passati sette anni dall'annuncio del sequenziamento del genoma umano (che per una buffa e curiosa traslitterazione dal gergo scientifico a quello comune, è stato interpretato come "il genoma dell'uomo" e non come sequenza dedotta analizzando campioni di genoma umano - a proposito sempre del tema dell'identità... anche la genetica ci si mette...), le tecniche di sequenziamento sono migliorate, e finalmente si può iniziare a pensare di poter leggere in poco tempo e con pochi soldi il genoma di ogni singola persona (c'è un premio in palio per la prima azienda che riuscirà a ottimizzare questa analisi al di sotto di certi parametri economici e di tempo).
Il nocciolo della questione è: con il progredire delle conoscenze sul genoma, scopriamo ogni giorno l'associazione con determinate sequenze di DNA con malattie letalo o invalidanti, spesso latenti o che si possono manifestare solo dopo una certa età o l'esposizione a determinati fattori.
Le aziende potrebbero quindi pretendere l'analisi genetica per escludere dall'assunzione persone che hanno queste porzioni di dna, oppure le assicurazioni si potrebero rifiutare di dare assistenza.

Questo è un problema reale, per fortuna in italia abbiamo una legge molto rigida che vieta questo utilizzo. Però è anche un problema relativo, perché le previsioni più attendibili parlano di milioni di possibili sequenze di DNA (molte di più dell'intera sequenza del geoma umano), che possono essere associate a malattie letali. Non si tratta di un gene/sequenza di DNA "corrotta" ogni cento persone, ma di centinaia di anomalie per ogni persona. Anomalie per giunta destinate a crescere con l'età delle persone, poiché è l'ambiente esterno a generarne una parte (ma anche i nostri malfunzionamenti intrinsechi ci si mettono). (è vero poi che anche qui ci sono vari gradi di gravità... che da soli si possono prestare a "gradi di discriminazione diversa", ma non così tanti come si possa immaginare...)

Mal comune mezzo gaudio?
Non lo so, ma la rivelazione di questa debolezza interna che tutti ci portiamo dentro, non mi sembra cosa da poco.

mercoledì 12 settembre 2007

"dieci è l'inizio dell'anonimato"

(Levy-moment) Il sempre eterno caro problema dell'identità, nel web come nella scienza, abituati ai grandi numeri, alle statistiche, a cercare il "massimo comune divisore" che ci aiuta a descrivere la realtà (o la virtualità), e nel contempo ci fornisce un modello che di reale probabilmente non ha nulla (anche se funziona generalmente "con buona approssimazione" per gli scopi per cui è estrapolato). Tutte le volte che penso a questi temi mi vengono in mente quei software che dato un numero di volti, estrapolano il "volto" con i tratti comuni, da cui è virtualmente possibile con piccole modifiche ottenere tutti gli altri oppure usare i dati per fare un rendering tridimensionale da una foto. In realtà mi è venuto in mente questo tema oggi perché guardavo il giornale ed era pieno di colonnine di statistiche e curiosamente cercavo di capire a quale colonnina appartenevo. In realtà Levy affronta questo problema per altri motivi, per aiutare a definire il concetto di democrazia molecolare, come base sociale per poter affrontare lo sviluppo futuro (siamo sempre nel 1994...) del web. A me diverte pensare, a questo proposito, la sensazione che si ha quando si fa clic su un sondaggio, con l'illusione che il proprio voto sposti l'ago della bilancia, anche se hanno già fatto clic 100000 persone. Eppure in realtà è proprio così, si sposta anche se non si vede e se "non si misura"... Eppure neppure con un enorme sforzo di fantasia riesco a vedere l'ago che si sposta, ma ci credo lo stesso.

“Come riuscire a non trattare uomini e donne in modo grossolano, massificato, antropico, come se fossero interscambiabili in base a quelle categorie, ma al contrario considerare ognuno come un individuo particolare?” “Cosa perdiamo dicendo noi?”

lunedì 10 settembre 2007

E' arrivato! e' arrivato!

L'ultima diavoleria di Mozilla Firefox, già vedo le vittime accorrere e rimanere invischiate come mosche al miele. Dopo mesi di annunci, ecco che è ora disponibile Firefox Campus Edition, prodotto altamente tossico, dedicato a chi studia (ma non mi farei fermare da questa definizione, che è più un pretesto di autocatalogazione che un'effettiva destinazione d'uso).

Comprende Stumble Upon, di cui ho già denunciato più volte l'effetto assuefacente (dipendenza irreversibile assicurata), Zotero, strumento ormai indispensabile per tenere traccia delle ricerche online e Foxytunes, il lettore multimediale tutto-fare, collegato direttamente con il FoxyTunes planet (da cui si accede per ogni artista preferito a tutte le risorse su youtube, last.fm, flikr,...) e un'altra manciata di funzioncine, che ciascuna da sola potrebbe occupare una o più settimane del proprio tempo libero.

Funziona così. Per esempio, con FoxyTunes scegli la colonna sonora, quindi inizi a fare le tue ricerche prendendo nota su zotero, catalogando tutto e salvando link, recensioni, allegati. Ad un certo punto trovi una nota interessante che potrebbe servire a qualche tuo collega/compagno, gliela segnali con un'email, e già che ci sei lasci che foxytunes aggiunga automaticamente in calce alla tua email un riferimetno alla musica che stai ascoltando. Così il tuo amico condivide con te la conoscenza dei tuoi gusti musicali in quel momento. Poi perdi un pò l'ispirazione e non trovi più niente, allora usi i mezzi estremi: ricorri a stumble, gli dai un pò di parole chiave e speri che inciampando di qui e di là tra i siti più votati dall'utenza, ce ne sia uno utile per la tua ricerca. In realtà, quello che speri è un pretesto per vagare a caso e trovare cose belle da vedere e sperimentare e passare dei sani momenti di svacco... Intanto la musica va, e trovi un bel sito, allora lo recensisci, già che ci sei lo segnali, poi ti arriva una segnalazione dal tuo amico, in calce leggi che sta ascoltando quella canzone che è tanto che non senti più, chissà se foxyplanet te la trova in streaming da qualche parte... Ed è l'una di notte. E dire che avevi previsto che per trovare quell'informazione, mezz'ora sarebbe stata sufficiente. Il bello è, che memore di quanto accaduto il giorno prima, il secondo giorno fai lo stesso...

Considerando quanto siano state difficili da gestire prese una per volta (perché li si può aggiungere uno per uno come add on a firefox, come ho fatto io), non oso immaginare cosa succederà a chi installa questa versione e si trova davanti tutte queste opzioni. L'overdose è garantita.
Ma rischiare talvolta vale la pena...

giovedì 6 settembre 2007

intrappolati nella rete

non ho abbandonato ancora l'idea del... virtuality, ma siamo ad una quota di minuti di pensiero ancora troppo bassa. Intanto ho dato un'occhiata a qualche progetto/sito che affronta a vario modo l'intrappolamento nella rete, o la ribellione dei suoi abitanti "legittimi". Me ne ricordo tantissimi (anche paleolitici, intrappolati nel pc e non ancora nella rete...), di omini che ti sparano, che ti distruggono la pagina, ti cancellano le lettere - ne avessi trovato uno. Boh, solo questo:

http://www.b3tards.com/u/f377488502e24adaf32a/scrollbars.gif

Non so come, in questa ricerca infruttuosa, sono capitata nella google maps che calcola passi e calorie consumate per andare da una punto all'altro:
http://www.gmap-pedometer.com/
Per "la cronaca", il mio percorso giornaliero minimo essenziale prevede 1,5 km per un totale di 170 kcal (che equivale a 200 grammi di gamberetti).
(!!!)

venerdì 31 agosto 2007

Si è sempre sulla Terra quando si va sulla Luna - 2

E' giunto, come anticipato, il Levy-moment.

“muoversi non è più spostarsi da un punto all’altro della superficie terrestre, ma attraverso universi di problemi, mondi vissuti, paesaggi di senso. Queste derive nelle trame dell’umanità possono incrociare le traiettorie ordinarie dei circuiti di comunicazione e di trasporto, ma le navigazioni trasversali, eterogenee dei nuovi nomadi esplorano un altro spazio. Noi siamo gli immigranti della soggettività” (de-territorializzazione)

altro che globalizzazione...

dopo una frase così, come sembrano anacronistici i confini sulle carte geografiche...


martedì 28 agosto 2007

con i piedi sul browser

Altra diavoleria in arrivo: weblin. Ne ha parlato ieri Repubblica online, e ovviamente tutto ieri e oggi il sito è stato popolato da decine e decine di avatar passeggianti sul fondo dello schermo.
Chissà se fotografare un avatar (un altro avatar, non il proprio) e pubblicare la sua immagine è considerabile lesivo della privacy...
Ovviamente, non ho resistito nemmeno io... Comunque è curioso come le persone scelgano gli avatar più strani: ho visto lavatrici, animali vari, cani a decine (uno dei siti più "popolati" è un sito "canino" tedesco dogoforum.de). Nel sito c'è una tagcloud che indica in quali siti ci sono più avatar al momento. Neanche a dirlo, ieri i picchi sono stati Repubblica (potere dei massmedia...) e il sito della Weblin (i cui visitatori erano per lo più italiani, buona parte provenienti dal sito di Repubblica, il progetto invece è tedesco), seguiti da Google (che ha battuto sul momento anche il sito canino di cui sopra - i cui avatar in visita hanno per lo più l'aspetto di cani) e dal sito di BeppeGrillo. Fenomeno curioso, ma tutt'altro che strano.
E' interessante trovarsi su un sito che ti interessa, e sapere all'istante (senza registrarsi al sito) che ci sono altre persone, avendo l'impressione immediata che siano "reali" (perché camminano davanti al testo che cerchi di leggere, e non solo perché ti compare la scritta - pure interessante ma meno importante sul piano emotivo - "online in questo momento" con l'elenco degli username...), con le quali puoi chattare, o attraverso dei fumetti o aprendo delle stanze private. La sensazione è che la navigazione sia un pò meno solitaria, il problema è che... c'è troppo caos, quando hai trenta-quaranta avatar che camminano sullo sfondo dello schermo e rumoreggiano (passi, suoni vari) diventa ingestibile. Se hai tempo da perdere puoi anche giocare a Forza 4...
A me è venuto in mente che si potrebbe sfruttare lo strumento per produrre un cortometraggio, ogni avatar un "attore", animato da una persona vera, che vivono in una pagina web e le cui vite dipendono dalle decisioni dei visitatori occasionali, che possono votare su questioni su cui è necessario prendere una scelta che determina l'evoluzione della vita degli avatar "residenti", oppure in grado di portare informazioni vitali per proseguire. Ne ho parlato con altri avatar, un pò di speculazione (interessanti, che hanno fatto maturare un pò l'idea) ma nessuna conclusione pratica per ora, qualche idea sull'alienazione da web, la messa in scena del dramma della seconda vita, e così via. Poco più di una bozza, che forse resterà tale, ma devo dire che più ci penso più mi sembra un'idea interessante almeno quanto bislacca...

sabato 25 agosto 2007

Convincimi!!!

Ecco un'altro di quei siti per... far perder tempo alla gente! Convince me mi sembra molto interessante, in versione beta, ma già con un discreto traffico (di idee soprattutto).

www.convinceme.net è un portale dedicato al dibattito, ma diverso dai soliti forum (peraltro molto semplice da usare). per ogni dibattito c'è la possibilità di schierarsi a favore di una o di un'altra tesi, argomentando la propria decisione, oppure votando le argomentazioni migliori - oppure, ancora, accettare delle sfide. esistono dibattiti aperti, testa a testa, dibattiti privati.

Il portale permette di accedere ai dibattiti di interesse sia mediante un feed-rss che mediante una nuvola di parole, inoltre elenca in homepage i dibattiti più caldi, quelli in corso e così via (e peraltro c'è una classifica dei maggiori convincitori...). Insomma, niente male.

Per esempio, in questo momento tra i dibattiti della settimana compaiono:
Is our universe just a tiny speck in an even bigger universe etc etc?
Out of Body Experience - Real or Brain Malfunction?
Is rideing a horse consider animal cruel?
Would having no guns help decrease crime in the United States?
Should we boycott KFC?

(ma ce n'è per tutti i gusti... altamente "timeconsuming"...)

venerdì 24 agosto 2007

Si è sempre sulla Terra quando si va sulla Luna - 1

Ieri mi è capitato per le mani L’intelligenza collettiva di Pierre Lévy, e mi è venuta voglia di rileggerlo. Ed è stato un bene, perché, a parte l’interesse, il piacere della lettura (un testo coinvolgente, anche se talvolta ostico e forse aggressivo – ma, in fondo è logico, è un manifesto) e della riflessione, è riuscito a stupirmi, soprattutto quando girando la copertina ho realizzato che è stato scritto nel 1994! NEL 1994! – a 5 anni dalla nascita del web nei laboratori del CERN, a 4 dal primo sito “www” e quattro anni prima dell’invenzione dell’xml…
Lévy nel 1994, scriveva a proposito dell’antropologia del cyberspazio:
I singoli possono costituire, gli uni per gli altri, una sorta di enciclopedia vivente, dar vita a progetti politici, stringere amicizie, cooperazioni…”. Sento “puzza” di wikipedia, tanto per dirne una…
E in altro punto del testo:
questa nuova dimensione della comunicazione dovrebbe permetterci di condividere le nostre conoscenze e di segnalarcele reciprocamente”. E qui chi più ne ha più ne metta…
Il primo ricordo che ho di condivisione di materiali per l’uso della rete è del 1996, ed erano ore di attesa per collegarmi da Torino ad un server a Bari per “pescare” delle sequenze di DNA nella banca genetica, e l’aspetto della rete per me era uno schermo nero con delle righe di testo bianche (e devo dire che era emozionante lo stesso, ma questo è un altro discorso). E per mandare le sequenze di DNA che avevi scoperto… beh, c’era qualcuno che le digitava una volta che il tuo fax era arrivato a destinazione (ebbene sì, all’inizio funzionava così…)… C’era molto di più in circolazione, ma praticamente nessuno lo usava, possiamo dire che era una gigantesca accozzaglia non organizzata di informazioni statiche, con qualche strumento (email, istant messanging, ma non di certo quello di oggi…) – mi fermo qui, prima che qualcuno possa pensare che nella prossima riga possa scrivere “e poi guardando dalla finestra, qui fuori era tutto un prato, dove i bambini correvano felici…”

Perciò, senza tradire lo spirito di leggerezza dichiarato all’apertura di questo mio blog, ho deciso che nei prossimi giorni dedicherò alcuni post, come spunti di riflessione, ad alcuni concetti espressi in questo libro che per qualche motivo mi hanno colpito – niente a che vedere con un trattato sull’argomento (per capire che cosa teorizzava Lèvi nel libro, bisogna leggerlo - e poi ancora… ), giusto per farli depositare. E comunque a piccole dosi, magari non tutti di seguito.

Si è sempre sulla Terra quando si va sulla Luna, ovviamente è una citazione dal libro.

martedì 21 agosto 2007

Studenti digitali

Uno spot da TeacherTube, pay attention ...ai numeri!

mercoledì 15 agosto 2007

Cartolina/4


Trabucco, Punta Cavalluccio, Abruzzo. E' incredibile come restino in piedi, inimmaginabile il funzionamento, gli argani muovono i pali che tendono e alzano le reti, alcune salgono, altre scendono, un rumore di legno secco che striscia e schiocca, e i pesci che guizzano a mezz'aria...

domenica 12 agosto 2007

Cartolina/3




Terza e ultima serie di cartoline dall'Alto Adige. Intanto, un pensiero estivo: una serie di classici giochi da l'ombrellone (non potevano mancare, ovviamente...)

Puzzle:
http://www.brl.ntt.co.jp/people/hara/fly.swf
(un puzzle da ricostruire di un immagine in... movimento)

Cruciverba
http://www.gamedesign.jp/flash/crossword/crossword.html
http://www.webcrosswords.com/

Rompicapo:
http://www.mooarcade.com/games/play-4716.html
http://www.grand-illusions.com/articles/russian_puzzle/
http://www.conceptispuzzles.com/products/picapix/index.htm

Blog
http://trickme.wordpress.com/

Software per produrre cruciverba:
http://www.primate.wisc.edu/people/hamel/software.html
http://www.netrover.com/~kingskid/wordsearch/wordsearch.htm

Ehm... e, quando la parola non viene in mente, un sito che aiuta a risolvere i cruciberba (purtroppo quelli in inglese):
http://www.oneacross.com/

Ma in italiano? ovviamente non mancano!
http://www.cruciverbaonline.it/index.html
http://www.parolecrociate.net/
http://www.aenigmatica.it/

arredamento/2

Arredamento e restauro in corso: un logo standard per il il feed RSS (quello arancione, che più classico non si può) e un box per la sottoscrizione via email.
Purtroppo sono incappata in questo sito:
http://www.web20searchengine.com/
Come conoscere il web 2.0... attraverso i suoi strumenti: è un motore di ricerca che permette di individuare contenuti e contenitori che rispondono alle regole del web 2.0, cioè contenuti generati dagli utenti, condivisione, votazione, vita on line etc etc.

In particolare, volendo perdere un pò di tempo, da questo si accede ad un'interminabile lista di applicativi web 2.0, ce n'è per tutti i gusti:
http://www.web20searchengine.com/web20/web-2.0-list.htm

mercoledì 8 agosto 2007

Cartolina/2

La prima nel centro di Bolzano (fontana, con annessa appendice per cani), la seconda, quella con la mucca pelosa, sempre in Val di Fosse.


lunedì 6 agosto 2007

giovedì 2 agosto 2007

addendum al post precedente

ho trovato il video dell'esperimento a cui mi riferivo nel post precedente(dal sito di Robert Krampft)

Un pò fa il pari con il discorso di come ci stanno due metri di DNA in un nucleo (post del 9 febbraio).

Comunque il video vive qui.

arredamento

Oggi ho deciso che mi facevo un regalo, un bottone per il mio blog, inaugurando il pulsante per iscriversi al feeder rss del blog (mi son fatta prendere da manie di grandezze), visto che l'attuale è molto scomodo, in fondo in fondo in fondo al blog (per una che i blog li legge praticamente solo tramite feeder rss, mi sembrava un vero controsenso...).
Ma non volevo perdere tempo, meno male che internet è un grande contenitore di prefabbricati personalizzabili. Volendo qui, oltre a generare semplici bottoni per Feeder RSS (se si ha grandi pretese non è il posto giusto, ma se si ha fretta e si vuol concludere in fretta è più che sufficiente), si possono generare altri bottoni in stile due rettangoli affiancati. Non che mi facciano impazzire, ma per fortuna sono "di moda", per cui vanno benissimo.

Intanto, ho trovato questo artista che fa sculture di carta (non è l'unico del suo genere, è un vero grande filone: lo so che ho scoperto l'acqua calda, gli origami esistono dalla notte dei tempi, ma devo dire che sono soprendentemente moderni): mi piace per quest'idea di far acquisire la terza dimensione al bidimensionale (chissà come la prenderebbero gli abitanti di Flatlandia...). Mi ricorda quell'esperimento celebre per cui da un rettangolino di carta si può ottenere un cerchio, con tagli successivi, che può avere un diametro enorme, in grado di contenere una persona.

Comunque, tornando all'artista, questo tra tanti, mi ha incuriosito, e, della serie a volte ritornano, c'è un albero che mi pare familiare...

domenica 29 luglio 2007

Blog blog blog blog

Dal sito Slideshare.



commento a caldo: incasellare è un'inguaribile mania umana, mascherata da strumento di lavoro...

giovedì 26 luglio 2007

Next: iperboli biotech

ho terminato di leggere Next, l'ultimo di Crichton, un pò a fatica per il poco tempo: non ideale per un libro che va letto di corsa, pieno di storie, di generi diversi, di incroci e di messaggi tutt'altro che subliminali sul pensiero dell'autore. Il libro, come sempre quelli di Crichton, si sarebbe letto tutto d'un fiato.
Interessante la ricostruzione, un pò catastrofica devo dire, di un futuro in cui le biotech cambiano il rapporto della persona con il sè, si sfilano i concetti di specie, della concetto di proprietà del proprio corpo e delle parti che lo compongono, il dilemma del bene proprio e quello comune, il confine tra il bene comune e l'interesse economico, il dramma di una situazione legislativa non pronta ad accogliere questo cambiamento rapido di visione (e di opportunità e mondi possibili), un mondo profondamente diverso in cui è necessario un cambiamento importante dei rapporti sociali. E sullo sfondo, la natura umana, dai pensieri deboli.
eccessivo da immaginare per il prossimo futuro (ogni tanto la fantascienza sfiora l'impossibile in senso stretto, alla Jurassic park), sicuramente interessante per gli scenari che dipinge, non tanto per il loro aspetto catastrofico (come riportato da molti), ma per l'attenzione a dipingere situazioni anomale, ma in cui tutto trova alla fine una sua connotazione ben identificata. Come a dire che alla tecnologia ci si adegua (istinto di sopravvivenza? adattamento? bilanciamento tra necessità e dovere?), il messaggio di fondo che ho colto - nel bene e nel male - è questo. Mentre, assolutamente diverso è un secondo messaggio che si coglie è che evolve la tecnologia, ma la società umana non risolve assolutamente i proprio problemi interni.
Per farla breve, una storia classica, con il punto di vista sempre del singolo contro il mondo, homo homini lupus...
Utile per dibattere, per esemplificare (ci sono delle buone idee a mio avviso), come romanzo buono per l'ombrellone.

lunedì 23 luglio 2007

togliersi qualche sfizio...

a volte la rete serve anche a questo, a sfogare turpi desideri. Un esempio? mettere un uovo intero nel microonde e vedere l'effetto che fa. Potresti farlo sul serio, il rischio di buttare via il microonde è basso, ma poi devi pulire tutto e non puoi provare con le mentine, con i pastelli, con i pomodori...
Sperimentazioni senza rischio in corso: forse non c'è tanto gusto, ma divertente pensare a chi si è messo lì a realizzarlo...

sabato 21 luglio 2007

torino deserta

a
ho deciso di fare quattro passi a Torino, o per lo meno, nel suo simulacro virtuale su Second Life. Sarà il caldo, sarà l'orario ma era alquanto deserta... tutto sommato, potrei dire anche carina, con la sua piazza Castello con le fontane, il maxischermo davanti a Palazzo Reale, le colline in lontananza dietro la Mole. Fa un pò effetto l'assenza dei negozi sotto i portici, la mancanza della gente in una piazza sempre piena (da quando non ci passano più i tram - per chi se lo ricorda, non poi così tanti anni fa...), e il "mare" oltre la Torino che non è ancora stata costruita. In compenso non manca l'orribile torrione (potevano graziarci almeno quello... ho come l'impressione che in molti avremmo fatto finta di non notare la mancanza...)-
Ho incontrato un solo visitatore, non italiano, ha fatto quattro passi e poi è volato via.
Under construction, sia via Roma che via Po. Si intravvede la bellissima cupola del Duomo (nessun segno di bruciacchiatura, ovviamente), se tenti di andare ai giardini reali... beh, vedi del verde ma sbatti il muso contro il muro.
Però puoi fare una passeggiatina sui balconi reali che danno sulla piazza.
Impegnativo aver scelto di partire proprio da piazza castello, aspettando il salotto di piazza san carlo, mi chiedo semmai un giorno aprirà i battenti anche il teatro Regio (per ora non c'è ancora il portone), con uno spettacolo lirico in mondovisione.

nel bene e nel male, comunque fa effetto.

mercoledì 18 luglio 2007

tre, dico tre settimane!

sgomento. oggi ho scoperto che sono tre settimane che non torno sul mio blog. com'è possibile? non ne ho idea, un pò il trasloco, un pò l'estate, un pò che non avevo internet a casa, un pò chissà, mi sono presa anche una bella romanzina da parte di un paio di amici. Giusto, servono anche a questo: a farti sapere che poi, alla fine, qualcuno che ti legge capita sempre. Gulp, logico, voluto, certo, ma inquietante.
ad ogni modo, da oggi ritorno, seriamente: tante cose stanno succedendo e non passano inosservate, ma ancora di più ne succedono di interessanti che passano inosservate.
Un pò come le radici del baobab - che non sono mica da ridere - tante le vedi, ma quelle che non vedi sono di più e più importanti. vabbè, non si è capito niente. pazienza. mica è necessario capire tutto...

lunedì 25 giugno 2007

identità collettive

Il tema dell'identità collettiva mi affascina sempre molto, se da una parte si associa a discorsi di steoreotipizzazione in altri casi invece è voluta, per la sua funzione di evocare la moltitudine, la forza di una massa, o per appiattire le realtà, per rimuovere il volto alle persone.
ma sul web, tutto come al solito prende una forma inconsueta, oppure semplicemente amplificata in alcuni suoi dettagli.
Così mi capita di riflettere sul discorso degli innumerevoli log in che effettuo al giorno, sui siti più vari, per accedere a contenuti, per scaricare materiali, per far parte di community... Esisto quindi con innumerevoli nick name diversi in tanti luoghi su internet, componentdo un pezzettino di un database, da cui qualcuno ricaveerà qualche interessante informazione, sommando il mio dato a quello di molti altri, a creando quindi un'' identità collettiva degli utenti del sito o del servizio.

Il grande fratello alla vecchia maniera, non quello che da un insieme di soggetti anonimi ne tira fuori uno che diventerà famoso, ma quello che da un insieme di persone anonime ne tira fuori una unica anonima e generica e, in qualche modo, rappresentativa.

Ma questi sistemi sono veramente così efficaci? quali dasti si possono ricavare? Tanti, ma chi ne intende far uso in siti generici dovrà sicurament e tenere conto del fatto che su internet spesso e volentieri non si condivide solo lo spazio web, ma anche le identità.
Uno per tutto segnalo un progetto curioso: BugMeNot - Bypass the compulsory registration

Per chi sceglie di confondere le acque, una banca dati di username e password per diversi siti (che si può implementare). In realtà la cosa è più complessa, perchè prende in considerazione alcuni strumenti da spammisti e hackeristi, per usi casarecci. Però di fatto, vuol dire che per certi database è possibile trovare utenti con.... personalità multiple o identità colllettive, come si preferisce...

lunedì 28 maggio 2007

Arte plurale

Non potevo mancare questa segnalazione: tavola rotonda "Singolare e plurale", il progetto di un'arte condivisa e sensibile, a cura di Tea Taramino. Uno dei pochi luoghi sinceri dove questi concetti trovano una forma concreta. Dove: Teatro Nuovo, c.so Massimo D'Azeglio, 7 Torino. Quando: 31 maggio 2007, 18-20.
Nell'invito Tea mi segnala questo link, che credo vada la pena di condividere (le prime immagini della mostra): http://picasaweb.google.it/fulviocolangelo

Chi:
Giovanni Cordero critico d’arte, Funzionario Direttivo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte per l’Arte Contemporanea, per il Ministero dei Beni Culturali
Guido Curto critico d’arte, Direttore dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino
Francesco De Biase Dirigente del Settore Arti Visive della Divisione Servizi Culturali del Comune di Torino
Piero Gilardi artista, ideatore del Parco d’Arte Vivente di Torino
Massimo Melotti critico d’arte, docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Torino e Scienza delle Comunicazioni dell’Università di Torino
Valeria Minucciani docente di principi di allestimento e museografia, Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino
Angelo Mistrangelo critico d’arte, giornalista de La Stampa
Ivana Mulaterocritico d’arte, curatrice dell’Art Program del Parco d’Arte Vivente di Torino

Volta la rana, la rana di Volta: c'era una volta un maniFESTo

Volta la rana, la rana di Volta. Uno stupido gioco di parole, per introdurre un argomento che di parole ne richiederebbe tante e nessuna, poiché si parla di fatti e i fatti parlano da se.
Ma facciamo un passo indietro. Un gruppo di anfibi, con gambe, braccia e talvolta persino occhiali, metamorfici e talvolta anche un pò bislacchi, da animali di laboratorio la metamorfosi li ha trasformati invece che in rane, in una figura ancora più ibrida, comunicatori della scienza e scienziati con balzane idee. Nel mentre un risveglio (o una visione? chi mai potrà dire se certe idee nascono nel sonno o nella veglia... come minimo almeno un pò bisogna aver bevuto - e non l'acqua dello stagno, o forse sì... boh, bisognerebbe provare ma lascio fare....): la scienza è un bene comune, ma la scienza è improvvisamente distante da tutti nei suoi processi e nei suoi fini (anche dagli scienziati: biologi che guardano con sospetto i fisici, fisici che guardano con sospetto i biotecnologi, tutti che guardano con molto sospetto i chimici). Ora basta, è il caso di saltare addosso al problema e districarlo. E così si riuniscono, gracchiano un pò, e poi scribacchiano un manifesto che è un punto di inizio (un punto d'inizio alquanto impegnativo). Alcune parole - parole forti - per ritrovarsi e partire con i fatti. Presentato a FEST, ora è un punto d'inizio da cui non si può più prescindere. Forse ho scritto troppe parole.
Essia, qui il manifesto, con le adesioni raccolte finora. A presto con gli aggiornamenti.

MANIFESTO
Siamo un gruppo di ricercatori e comunicatori della scienza che unisce alla pratica quotidiana del proprio lavoro un’attenta riflessione teorica sulle implicazioni economiche e culturali e sulle politiche di gestione dello sviluppo scientifico e tecnologico, nella convinzione che i rapporti tra scienza e società siano oggi un elemento cruciale per interpretare il mondo in cui viviamo. Invochiamo il pieno riconoscimento delle esperienze e delle competenze maturate sul campo nell’ambito della comunicazione della scienza e degli studi sui rapporti fra scienza e società, che riteniamo essere parte integrante e necessaria per la formazione professionale dei comunicatori e dei ricercatori.
Sosteniamo il valore sociale, etico e politico delle pratiche partecipative ai processi decisionali che indirizzano lo sviluppo della scienza e della tecnologia. Siamo convinti che il rapporto tra scienza e società sia fertile solo con l’inclusione di tutti i saperi, siano essi esperti o profani. Per questo riteniamo necessaria la libera circolazione delle conoscenze e la loro riappropriazione da parte di ogni possibile fruitore.
Intendiamo favorire la creazione di un’alleanza, basata sul reciproco riconoscimento, fra scienziati e cittadini, per impedire che le scelte rilevanti sullo sviluppo della scienza e della tecnologia siano lasciate alla sola ragione economica o all’autoreferenzialità della classe politica e accademica. Perché ciò sia possibile, riteniamo necessaria la creazione di iniziative e luoghi dedicati a facilitare il dialogo tra scienziati e cittadini, sostenuti da investimenti pubblici: non si può affidare al solo privato un ruolo fondamentale di garanzia democratica.
Osteggiamo il ricorso sistematico a forme decisionali elitarie o monolitiche che soffocano la partecipazione dei cittadini; la privatizzazione del sapere, che ostacola la produzione di nuove conoscenze e il loro libero accesso; ogni forma di precarietà, che mortifica le professionalità e limita il confronto fra le diverse anime della società che producono, finanziano e comunicano la ricerca scientifica.
Chiediamo dunque che sia riconosciuto e valorizzato il ruolo di quelle nuove figure professionali “anfibie”, provenienti dal mondo della comunicazione e della ricerca, che attraverso il loro operato quotidiano, favorendo l’apertura di nuovi canali di dialogo fra scienza e società, sono chiamate a porre le basi di una cittadinanza scientifica su cui possa sorgere una società della conoscenza che noi vogliamo equa, aperta e democratica.

Hanno aderito ad oggi
Angelo Adamo, Luigi Amodio, Alice Andreoli, Marta Annunziata, Silvana Barbacci, Luca Tancredi Barone, Andrea Bernagozzi, Michela Bertolani, Claudia Bianchi, Giulia Bianconi, Denis Bilotta, Nunzia Bonifati, Massimiliano Borgogna, Luca Borsato, Vojko Bratina, Giancarlo Brunelli, Annalisa Bugini, Andrea Capocci, Mauro Capocci, Luca Caridà, Laura Casiraghi, Yurij Castelfranchi, Paola Catapano, Chiara Ceci, Luciano Celi, Danilo Cinti, Chiara Cipollina, Daniela Cipolloni, Stefania Coluccia, Tullia Costa, Adalberto Costessi, Sabrina Dardano, Cristina D’Addato, Marika De Acetis, Francesco Paolo de Ceglia, Giulia de Martini, Valeria delle Cave, Riccarda d’Onofrio, Alessandro Delfanti, Flora Di Martino, Martha Fabbri, Michele Fabbri, Enrica Favaro, Emiliano Feresin, Elisa Frisaldi, Maria Teresa Gallo, Licia Gambarelli, Daniele Gouthier, Pietro Greco, Elena Guerra, Francesca Iannelli, Elena Joli, Sebastania Lai, Simona Lambertini, Leonardo Lauciello, Lisa Lazzarato, Francesco Lescai, Davide Ludovisi, Simone Maccaferri, Francesca Magni, Andrea Mameli, Manuela Mantelli, Roberto Manzocco, Federica Manzoli, Valeria Mapelli, Raffaella Marconi, Angelo Mastroianni, Beatrice Mautino, Matteo Merzagora, Tiziana Moriconi, Valentina Murelli, Vincenzo Napolano, Nicola Nosengo, Demis Paolucci, Gianfilippo Parenti, Maurizio Pellegrino, Ilenia Picardi, Massimo Pietroni, Rosaria Piga, Nico Pitrelli, Angelo Poma, Matteo Pompili, Ignazio Porceddu, Gianluca Presta, Luca Pretti, Donato Ramani, Simona Regina, Francesca Riccioni, Walter Riva, Doriana Rodino, Francesca Rosati, Andrea Salemme, Stefano Sandrelli, Mauro Scanu, Tommaso Scarpa, Luca Sciortino, Luca Simeone, Angela Simone, Marina Semiglia, Fabrizio Soddu, Davide Staffetta, Giancarlo Sturloni, Antonella Testa, Elisabetta Tola, Andrea Vico, Sabina Viezzoli, Erica Villa, Laura Viviani, Alessandro Zampieri, Silvano Zipoli Caiani

sabato 19 maggio 2007

Art Biotech


Nei giorni scorsi è uscito Art Biotech, a cura di Jens Hauser, giovanissimo critico d'arte e curatore di mostre molto attento (e affascinato, come si evince dopo poche parole scambiate con lui) a questo tipo di filone artistico. Il libro tratta di conigli verdi, di introspezioni molecolari e di tutto ciò che l'arte biotech ci ha proposto, per riflettere e per estendere i nostri pensieri, in questi anni (anche alcune cose a dir poco discutibili, ma stiamo parlando di arte, potrebbe essere inevitabile?). Con una profonda distinzione di fondo: tra ciò che è arte biotech e ciò che si finge ma non lo è. Lo è se è sperimentale, concreta, vissuta, modificatoria; non lo è se simulata, mediata, descritta. E' interessante questo dialogo, che riporta alla luce temi molto cari a tanti filoni di questo periodo, che delineano un quadro culturale interessante, dove ciò che è innovativo è necessariamente partecipativo. Rivoluzionario quanto la scoperta dell'acqua calda! ma serve, serve, serve...

L'introduzione è di Pier Luigi Capucci e di Franco Torriani
Riporto qui i titoli, che danno un'idea molto chiara degli argomenti trattati:

Jens Hauser- La biotecnologia nell'arte – Incubo dei tassonomi
Vilhelm Flusser - Cani Blu
Jens Hauser - Geni, ingegneria, disagi
Oron Catts, Jonah Zurr, Guy Ben-Ary - Che cosa/Chi sono gli esseri semi-viventi creati da Tissue Culture & Art
Eduardo Kac - Trasformazioni del vivente – mutazione dell’arte
George Gessert - Note sull’arte della selezione vegetale
Marion Laval-Jeantet di Art Orienté objet - -Le colture di pelle degli artisti
Joe Davies - L’origine del mondo
Marta de Menezes - Il laboratorio come atelier dell’artista
Chrissy Conant - Il Caviale di Chrissy®
Brandon Ballengee - Recupero di una specie attraverso un’evoluzione genetica non lineare
Adam Zaretsky, Julia Reodica -Workhorse Zoo
Polona Tratnik - 37° C – Dall’interno di un essere umano alla sottile linea della vita appesa a un filo
Jun Takita - Bioluminescenze
Yves Michaud - Arti e biotecnologie
Richard Hoppe-Sailer - Organismi/Arte – Le radici storiche dell’arte biotecnologica

giovedì 10 maggio 2007

scusi, dov'è Frittole?

trovo affascinanti le cartine, i mappamondi, le mappe stradali, forse perché mi piace viaggiare o forse perché mi affascina immaginare quante persone, quanta vita diversa, quante situazioni sono occorse nel passare del tempo in uno stesso punto, geograficamente ben definito e costante, con buona tolleranza, da sempre per quel che riguarda la presenza dell'uomo sulla terra, che invece è cambiato profondamente sotto molti aspetti, portandosi con se l'eredità dei posti in cui ha vissuto, nel proprio DNA e nella propria cultura, ereditaria anch'essa.
Ma le cartine oltre ad affascinare le persone, pare abbiano anche una funzione: così sul web spopolano le applicazioni più incredibili, spesso collegate al colosso google map. Su Flikr puoi indicare il punto preciso sulla mappa dove hai scattato una foto (ma... preciso preciso!!!!), con pochi click puoi, oltre a calcolare il percorso, visualizzare palazzi, strade come appaiono dall'alto (sistema mooolto utile, soprattutto per persone come me che quando camminano e dovrebbero "contare" le vie non lo fanno, e senza punti di riferimento, sono perse). Purtroppo non riesco più a trovarla, ma ero incappata qualche giorno fa in un sistema di navigazione su ripresa dall'alto, in un sistema gigantesco in touchscreen. Praticamente, ingrandisci qui e la, e alla fine ti ritrovi dentro la via in cui sei... un pò impressiona, per quanto sembri banale, forse è meglio provare.
Al di là di queste manie osservative mie, ho trovato in rete diversi link curiosi, per trovare i pub in una determinata zona che praticano l'after hour (Happy Hour: mappyhour.nerl.net), per leggere i titoli delle notizie delle riviste locali facendo un clic su un punto di interesse sulla mappa (Newsmap: muti.co.za/static/newsmap.html) e così via (non voglio togliere il gusto alla ricerca che può essere davvero infinita...).
Questo rivoluziona un pò il mio modo di vedere le mappe, invece di farmi sovvenire concetti di continuità nel tempo, di storia, mi fa venire in mente la rapidità del mondo in cui viviamo, legato a piccoli fatti e piccole necessità di informazione specifica e ...mappata. La tecnica è vecchia, è un pò quella dei nostri antichissimi (ormai) Tuttocittà, ma le potenzialità sono così tante, che la differenza è molto più che consistente!

lunedì 30 aprile 2007

imagination

"Imagination. Show me your imagination instead." per qualche minuto di evasione (muovere il mouse quando compare la scritta), un altro sito in cui il clic è superfluo (anche se fa qualcosa, ma poco rilevante e divertente).

venerdì 20 aprile 2007

Pelouses e Changer d'Ere

Parigi val bene una sosta, anche se il termine non è del tutto appropriato: a Parigi più che sostare... si cammina. Tutto poi per sfruttare i primi "pelouses" a tiro e magari comporre una parte del paesaggio per chi guarda dall'alto della Torre Eiffel (un pò arrugginita - per molti versi - ma sempre interessante con tutti quegli ingranaggi a vista).
Ovviamente non mancano i "calins gratuits", davanti a Notre Dames: a quanto pare l'epidemia dell'abbraccio gratuito continua a propagarsi. Non tutte le manie vengono per nuocere...

Per il resto: quadri, monumenti, quadri, monumenti, quadri, monumenti (monumentali, ovviamente), quadri, monumenti, sculture, quadri, quadri, quadri, monumenti e... torte al cioccolato e fantastico té (a proposito... dove sono finite le sale da tè italiane????). E ovviamente turisti, soprattutto di quella forma che si dispone in lunghe code davanti agli ingressi degli edifici.

Un salto a La Villette, alla Cité des Sciences, per un pò di sana scienza. E devo dire che le mostre temporanee valgono il giro, speriamo che arrivino anche da noi. Interessante quella sulle nanotecnologie (a cui si deve questo filmato sulla ninfea che con le sue nanostrutture di superficie repelle l'acqua), anche se molto didascalica.


Peccato esserci arrivata ormai stremata e bisognosa di pelouses, perché la mostra Chager d'Ere era molto interessante (anche se ho visto tirar fuori qualche idea vecchia già abbandonata per infattibilità - ma magari chissà che ora non sia più infattibile...): ogni visitatore un eco-pass, utilizzato per rispondere a domande sui consumi e sullo sviluppo ecosostenibile, con tanto di calcolo della propria impronta biologica (qualcosa si può vedere anche dal sito - di cui c'è anche la versione inglese, si vede poco ma in alto a destra c'è la bandierina che permette di cambiare la lingua) e la possibilità di lasciare i propri messaggi sul tema in una banca dati digitale proiettata nella mostra e accessibile dal sito.

Dimenticavo: ovviamente non potevano mancare i baobab (quando meno te l'aspetti...).

lunedì 2 aprile 2007

viviamo in tempi esponenziali...

questa volta invece che in YouTube sono andata a pesca in Glumbert, e ho trovato questo filmato "visionario" che dice più o meno quello che si sa già, cioè che i tempi cambiano rapidamente, che i "numeri" dell'oriente hanno un importante ruolo in questo rapido processo rivoluzionario, che la tecnologia della comunicazione è pervasiva ma che siamo solo all'inizio e che... oggi l'università prepara milioni di studenti per professioni che potrebbero non esistere più fra dieci anni. Ha importanza? Secondo me no. (ehm... tra l'altro ci sarebbe da riflettere sull'affermazione che l'università prepara milioni di studenti per professioni)

venerdì 30 marzo 2007

Invito alla scienza, con delitto!

si è conclusa la tre giorni di "invito alla scienza, con delitto!", è stata un'esperienza davvero molto interessante, partecipata a tutti i livelli.
Nata nella mente di più persone che l'hanno condivisa, è stata costruita come lavoro collaborativo (chi più, chi meno, l'impronta c'è di tutti e si vede), un bell'esperimento anche solo per questo motivo. Serate passate mangiando ad orari improbabili, perché la riunione era prima di cena, cioè alle sei, però poi proseguiva dopo cena, senza aver fatto cena ovviamente... Al di là dei piccoli inconvenienti, dopo un mese e mezzo di lavoro, nei tempi ritagliati qui e là alla fine eravamo pronti (ehm, quasi pronti), per la prima.
Un mix di teatro partecipato e di attività sperimentale: i partecipanti arrivano sul luogo del misfatto, analizzano la scena del delitto, decidono quali prove analizzare, intervistano i sospettati, fanno congiutture, analizzano le prove sperimentali ottenute con tecniche di analisi di laboratorio (DNA, NMR, analisi microscopiche) lavorano a gruppi (nella maggior parte dei casi senza essersi mai visti prima) e in tre ore tutte le squadre arrivano a formulare un'ipotesi, che verificano con il controinterrogatorio finale (talvolta azzeccandoci).
I questionari di gradimento dicono che questa esperienza condivisa è stata vissuta con grande interesse, confermando l'aria di complicità e di trasporto emotivo e divertimento che si misurava nell'aria al termine della serata.
E il bello è che non si è divertito solo il pubblico...

La seconda sera ci apprestavamo a ripetere il tutto, introducendo le migliorie suggeriteci dall'esperienza (e talvolta direttamente dal pubblico - della serie siamo tutti autori, ormai l'evento ha veramente molte mamme e molti papà...), quando l'incredibile si è mostrato davanti a noi.
Di fronte al centro della performance squadre di polizia, macchine lampeggianti, nastri bianchi e rossi ovunque, insegne della polizia, questura...
(....)
(....)
(....)
Solo a noi poteva succedere.
(....)
(....)
Nel posto dove abbiamo deciso di ambientare il nostro cluedo interattivo, nello stesso giorno, stavano girando un poliziesco. Proprio così. Stavano girando un telefilm, Zodiac si chiama, uscirà a settembre e temo che in una puntata si potrebbero vedere le ombre di alcuni detective (o meglio biotective...) non convenzionali...

E la terza sera? La terza sera ovviamente il top. Nonostante il panico per il fatto che si sono presentate almeno 15 persone in più del previsto (e il tetto massimo era trenta...). Ma nessuno resta fuori, con che coraggio la tieni la curiosità? e così è andata, ed è andata bene.

Anyway, grazie Marta, Bea, Enrica, Enzo, Stany, Marco, Elisa e anche Mauro e Stefano. E grazie a chi è venuto e si è prestato al gioco, divertendosi.

mercoledì 21 marzo 2007

...intervallo...

sabato si è chiuso (per modo di dire, visto che il post di oggi recita "the discussion continues") il simposio online VisualCulture and Bioscience, ci sono parecchie cose interessanti da segnalare, peccato non avere avuto ancora il tempo di farlo (e la cosa mi dispiace non poco). Intanto, Torino è diventata Capitale della Scienza per il 2010 (convegno ESOF - EuroScienceOpenForum) e io ho curiosato negli studi RAI di Roma ed è stato parecchio divertente...
peccato non avere quei piccoli due minuti per scriverne.. la cosa mi indispettisce, ma mi tocca aspettarli (i minuti che mancano, sempre che arrivino).
dove sarà finito quel baobab sotto cui riposare e meditare?

martedì 13 marzo 2007

piccola ma complessa

Rappresenta solo una minima parte di quello che succede nelle cellule, e una minima parte delle molecole che le compongono, ma lo fa in modo straordinario e sorprendente, anche per chi queste cose le ha lette e rilette sui libri e sulle riviste scientifiche. E magari dopo aver visto questo filmato, si rende conto che forse non aveva mica capito...

venerdì 9 marzo 2007

non cliccare quel tastino...


Quanto siamo clic-dipendenti? Quanto è forte il riflesso-Pavlov del clic? Se lo sono chiesti quelli di dontclick.it (institute for interactive research), con il loro mondo "button-free", un portale dove si può navigare liberamente attraverso i numerosi (e provocatori...) contenuti, rigorosamente senza fare nemmeno un clic.
Sì, perchè il clic, come spiegano gli autori, non è indispensabile alla navigazione, ma i tranelli posti in ogni angolo del sito mettono a dura prova il visitatore e i suoi riflessi "condizionati"... Almeno, per me lo è stato. Ad oggi, hanno visitato il sito in 1771532, per un totale di 1027624 clic (un clic ogni ehm... 1,7 visitatore). Gli autori dei clic "confessano" che il loro clic è stato accidentale per 280292 volte e intenzionale per 317693.
Una visita val la pena farla, per quanto, direi, inquietante... E se i contenuti normali non inducono più che tanto in tentazione, provare con gli esperimenti e i videogames...

(se per caso alla fine la cosa avesse disturbato il sonno, fare clic qui per un aiutino...)

cicatrici

ecco come le cellule rimediano alle cicatrici... facile, no?

martedì 27 febbraio 2007

perché le giraffe hanno il collo lungo?

Questo dilemma è ben lungi dall'essere risolto.
Ebbene, secondo molti ricercatori, il collo della giraffa è così lungo perché... non erano sole nella savana. In pratica, solo le giraffe con il collo lungo riuscivano a brucare e a nutrirsi, perché potevano accedere a risorse non raggiungibili da altri abitanti "ungulati" più attivi e voraci che si nutrivano al ...piano terra.
I ricercatori sono tutt'ora alla ricerca di prove sperimentali per questa teoria, ed oggi curiosamente sono incappata proprio su una ricerca pubblicata a gennaio sulla modalità di alimentazione di alcune giraffe sudafricane che, secondo, gli autori rinforzerebbe questa teoria.

L'enigma in pratica resta, ma nel frattempo ci si può chiedere cosa succede quando una gru incontra una giraffa... e non c'è nemmeno un baobab in circolazione.

sabato 24 febbraio 2007

we are the web

questo video, un fortuito e piacevole incontro di questa giornata: dal web strutturale, al web semantico, dalla macchina alle relazioni. 5 minuti ben spesi per questo filmato.
"Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando", per dirla alla Cluetrain.
Il web 2.0, visto da Michael Wesch.

giovedì 22 febbraio 2007

non aprire quella porta...

...potresti inciampare. StumbleUpon, pericolosissimo, altro che virus informatico. Sai quando entri ma non sai se ne esci...
un piccolo spunto musicale, un concerto a cui mi ha condotto la comunità degli inciampatori (circa 1,6 milioni di persone... dei bei tonfi, insomma!)

il problema di fondo è che tutto sembra fatto a tua misura, ma un pò meglio. Un dramma.

mercoledì 21 febbraio 2007

dove convivono maschile e femminile, passato e futuro, serietà e ironia, stabilità e movimento, razionalità e fantasia, dovere e piacere

la società dell'immagine reclama! il nuovo logo dell'Italia presentato or ora dal Governo.

a prima vista non mi dispiace, ma voglio vedere come si abbina alle cose ;O)
di certo non è un logo che non farà parlare di sè...

(il titolo del post: è la descrizione del logo tratta dal sito del Governo... su questa frase ci si potrebbe scrivere un trattato, ma quel che mi incuriosisce è isolarne appena un pezzo "convivono maschile e femminile" - ma DICO???)

martedì 20 febbraio 2007

non sono ravioli sono cellule

e le cellule si muovono, se si lascia loro lo spazio per farlo.

giovedì 15 febbraio 2007

Domani m'illumino di meno!

domani è la giornata del risparmio energetico: un'idea dei Caterpillar giunta al terzo anno, che si è propagata come un'epidemia, hanno aderito scuole, comuni, regioni, enti internazionali, l'ONU, fastfood, testate giornalistiche,...
che dire... aderisco, ovviamente.

(se proprio proprio non si può vivere senza, l'inno a questo link)

martedì 13 febbraio 2007

non è più il Golfo Persico dei cormorani nel petrolio

Sono rimasta colpita dalle immagini dell'Enviromental Art in Persian Gulf, che si è tenuto nel Golfo Persico (ovviamente), dall1-5 gennaio e di cui ora sono disponibili diverse immagini online.

Foto che ritraggono alcune opere d'arte create da diversi artisti (nel senso che ad ogni opera d'arte hanno contribuito più persone) e che, oltre ad una percezione e suggestione estetica gradevole, nascondono un fondo di ottimismo nel risolvere grazie al potere del ritrovarsi. Risolvere cosa? Il conflitto con il pessimismo acuto. Il tema in questo caso è l'ambiente, ma è anche una pretesa per parlare di cultura di un popolo.

Quest'anno era un esperimento, un workshop di tre giorni, dal prossimo, se tutto va bene, sarà un evento ricorrente annuale.


venerdì 9 febbraio 2007

un metro e mezzo in un millesimo di mm

il genoma umano è composto da 46 filamenti chiamati cromosomi
i 46 cromosomi in fila uno dietro l'altro misurano un metro e mezzo
i 46 cromosomi sono contenuti nelle cellule in uno spazio della dimensione di qualche micrometro (millesimo di millimetro) chiamato nucleo
come fa un filamento di un metro e mezzo a stare in uno spazio un miliardesimo di volte più stretto?
impossibile? no, no, è proprio così.

scienza e diplomazia

secondo una ricerca pubblicata su Science gli scienziati sono, tra gli americani, i più efficaci nella diplomazia.

credo che si commenti da solo...

giovedì 8 febbraio 2007

brain drain

in questi giorni si parla spesso di scandali vari legati alle posizioni universitarie, dev'essere il momento. Certe cose non spuntano dal nulla, ovviamente. La britannica Nature non si perde una battuta e oggi pubblica sul sito online un articolo dedicato al problema del brain drain, la fuga di cervelli.
In pratica, riassume così: il programma di finanziamento per il rientro di cervelli in fuga, stanziato nel 2001, ora dovrebbe concretizzarsi con il passaggio a posizioni fisse all'interno delle università italiane. Ma si levano proteste: "questi cervelli in fuga rientrati saltano la coda passando davanti ai validi ricercatori rimasti in Italia". Termina con un quadro non proprio simpatico di un cervello rientrato, che alcune evidenze sembrano indicare essere in realtà un truffatore. Non entro nel merito di questa storia, ma di certo mi viene un pò di tristezza a pensare che siamo qui a discutere di come risolvere il problema della fuga dei cervelli facendo i rattoppi qui e là (apprezzo la buona volontà, ma di questo si tratta), quando, forse, sarebbe più importante preoccuparsi di rendere competitivi e attraenti i nostri centri di ricerca, cosa che probabilmente non può prescindere dal passaggio ad un sistema basato sulla meritocrazia (ma sul serio...). Che i cervelli fuggano pure, se per 100 (validi) che partono di italiani, 100 (validi) arrivano di stranieri. Purché sia per scelta e non per disperazione.

martedì 6 febbraio 2007

fusa come un gatto

Si appresta alla finestra, guarda fuori, non c'è nulla. No, c'è la nebbia. C'è sempre la nebbia, soprattutto se in casa ci sono 30°C, fuori 5°C e sul fornello l'acqua della pasta borbotta da mezz'ora nell'inutile attesa della pasta.
Allora, forse non è nebbia.
No, decisamente non è nebbia: con la nebbia non puoi decorare il vetro con un baobab.

giovedì 1 febbraio 2007

coming soon (5-13 marzo): simposio online arte e scienza

Riporto dal forum Yasmin questa segnalazione che mi sembra interessante, poco pubblicizzata: dal 5 al 13 marzo si terrà un simposio sulla visual culture e le bioscienze. Cosa c'è di speciale? Intanto è online, e tutti hanno libero accesso (purtroppo solo in "visione" - enorme pecca del progetto... uno spazio bacheca per i visitatori sarebbe stato interessante aprirlo - ma si possono inviare domande per posta). Discuteranno dell'importanza del rapporto tra arte visiva e bioscienze, facendo il punto della situazione, un panel di relatori afferenti a diverse discipline: artisti, ovviamente, scienziati, storici, eticisti, curatori di mostre, sociologi e scrittori.
L'evento è già circondato da ogni sorta di metadiscussione in merito, per quanto mi riguarda credo che la curiosità mi spingerà a sbirciare. E speriamo di leggere qualche idea innovativa...
dimenticavo: dove: qui: virtual symposium
curiosità: per chiedere informazioni, un email e... un numero di telefono. un po' è curioso.

mercoledì 31 gennaio 2007

un cartellone su cinque sarà uno di noi

Torino, anno 2007. Tour dei cartelloni pubblicitari, lungo i corsi e intorno ad alcuni slarghi.

Ormai i torinesi non ci fanno più caso, questa storia va avanti da dieci anni. La pubblicità cartellonistica di rinomate agenzie di pompe funebri, impera ovunque, con lievi inflessioni durante il Natale, la Pasqua e le elezioni. Oggi ne ho visto alcune nuove: evidentemente è partita la nuova campagna pubblicitaria.

Ora, possibile che non ci sia nessuno in grado di far concorrenza per gli spazi pubblicitari a queste rinomate agenzie?

Ho l'impressione che l'immagine della città ne risenta. Ma, magari, sono pregiudizi personali.

domenica 28 gennaio 2007

quanto è lungo quel treno...

vi è mai capitati di percorrere chilometri e chilometri per ore ed ore e poi trovarvi davanti ad un passaggio livello, nel mezzo del nulla, fermi a guardare un treno che passa e sembra non passare mai.
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se arrivi che il treno è in corsa non sai nemmeno cosa c'è oltre.
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Dopo un pò te lo dimentichi. e quando scompare, è quasi strano.
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magari capita che oltre, chissà, ironia della sorte, c'è un baobab e tu neanche lo sai...
(c'è da rifletterci, non troppo però... giusto il tempo di 50 vagoni ed una locomotiva)

sabato 27 gennaio 2007

giornalisti vs scienziati

prendi una manciata di scienziati e buttali in pasto ad un'orda di giornalisti... Si è sentito anche questo: oggi, un'idea in cantiere da parecchi mesi, finalmente tradotta in realtà. I racconti della scienza, prima puntata: workshop:dai fatti di cronaca ai case study scientifici. Quattro ricercatori/esperti in scienze agroalimentari e biotecnologie hanno partecipato ad un workshop in cui abbiamo chiesto loro di illustrare brevemente (in tre slide - ma tutti sono arrivati almeno a sei...) il loro lavoro a poco più di una ventina di giornalisti/comunicatori. Quindi, sono stati formati dei gruppi per interessi, per parlare in modo informale di scienza.
L'obiettivo: conoscersi, creare relazioni, impostare un nuovo format per l'aggiornamento (reciproco).
Personalmente sono molto soddisfatta, i ricercatori non sono stati sbranati (mi spiace per chi ci contava) e i giornalisti suggeriscono nelle schede di valutazione finale: ripetere, ripetere, ripetere...
Al di là di questo è quello che non so raccontare ora con le parole: qualcosa che ha a che fare con il benessere dell'essere a casa propria.
Grazie a tutti, per la disponibilità e per averci creduto.
Complimenti a tutti, per aver dimostrato che non solo si può fare, ma che è bello.

...
link dal blog di Vittorio Pasteris

giovedì 25 gennaio 2007

il ritorno del baobab (d'altronde fa caldo)

PLINK! L'anello le era caduto proprio vicino a un foglio di carta. Pensava al quadro. "Il baobab*" Sparito con suo marito proprio quel mattino. Lesse il foglietto "I rami dell'albero sembrava unire terra e cielo". Messaggio enigmatico. Amava i rebus, il disgraziato. In realtà, tutta la sua vita era stata una sciarada. Ma cosa voleva dire? terra e cielo, terra e ciele, rami e albero, terra e cielo... in aereo! se ne era andato in aereo... per andare lontano. E con il quadro originale.
Almeno così pensava...

*l'avevo detto che era in viaggio, ma che era anche già tornato...

mercoledì 24 gennaio 2007

tutti insieme allegramente

Non è ancora tempo di Baobab, lo sarà domani: dicono che è finita la primavera*, arriva il freddo, così per oggi è ancora in viaggio verso climi più caldi. Domani, forse, arriverà.

Intanto ho scoperto che allo IET di Birmingham scienziati, ingegneri e artisti lavorano insieme: un team in grado di approcciare i problemi da punti di vista diversi. Pare che, a forza di cambiare il punto di vista, dei problemi si svelino il punto debole. Interessante due volte: primo, perché sembra funzionare (e visto che i problemi non mancano mai, qualche soluzione in più non guasta), secondo perché, se questo è vero, mette in luce, a mio avviso, il valore dell'essere tutti un pò diversi. Non è banale: per anni ci hanno detto che si doveva essere tutti uguali, conformi ad uno standard e che la vita è a compartimenti stagni. Invece no, nella diversità la ricchezza della specie umana, nella "contaminazione" la risposta a molti problemi. Bello.

(* con 25°C mi rifiuto di chiamarlo inverno...)

le universiadi non si curano

Torino, in fondo, è un gran paesone. Stasera in p.za Vittorio Veneto c'erano i Gothan Project, con la gente che ballava il tango sotto i portici e quelli che si incontravano, a grappoli, sotto la "P", perché di P in p.za Vittorio ce n'è una sola, un fiume di incroci e di ciao, che quasi la musica sembra solo il sottofondo.
Che ci siano le Universiadi, invece, è un pò meno chiaro (anche se difficile non notare i totem giallo acido fluorescente...) e qualcuno rimpiange anche Neve e Gliz, soppiantati nelle rotonde da un animale alquanto bizzarro... Di sicuro, qualcuno si è tranquillizzato, quando ha visto che, nonostante sui giornali apparisse spesso di fianco a notizie sulle pandemie influenzali, con le universiadi si può convivere serenamente...

lunedì 22 gennaio 2007

nebbia in val padana calmi gli altri mari

Voci sull'autobus: "anche noi abbiamo visto degli animali nel parco della Mandria in questi giorni, ben due ciclidi ed erano proprio sulla strada davanti a noi, non sono nemmeno scappati, ci guardavano con certi occhioni!"
Ora, il mio baobab sarà pure fuori post(o) , ma qui siamo davanti ad un vero enigma dell'evoluzione. Ma questi "ciclidi" avranno avuto le ruote o le corna?

A proposito di baobab: par che abbia cambiato storia... può darsi che forse domani se ne parli...

la leggenda che s'impone

"I rami dell'albero sembravano unire terra e cielo". Sembrava millenario il vecchio cherokee mentre diceva queste parole. Intorno al grande fuoco iniziarono le danze, tanti corpi contro lo sfondo luminoso.
Le ombre si erano intrecciate a ricordare quasi la leggenda.
Quante lune erano passate? Aveva lasciato il villaggio ancora ragazzo, cercava il senso della sua vita. Aveva camminato sul tepore delle rocce, dopo lo spuntare del solo, tra gli odori inebrianti delle piante del deserto e lungo gli argini dei rigagnoli, affondando i piedi nel fango, ma nulla lo aveva soddisfatto.
Seduto su una roccia, lo sguardo si perse tra i rami davanti alla luna. La maestosa pace della leggenda lo investì.

(nota: qualcuno potrebbe obiettare che i baobab con i cherokee c'entrino come i cavoli a merenda, ma siccome io non ho alcun pregiudizio verso i cavoli a merenda, nelle mie storie ci metto le piante che voglio...)

land art bio art l'art es partout

"l'art es partout" alla Villette, in Francia, l'Europa dice che la scienza è in società (umana, non per azioni) e il postumanesimo ci pone di fronte a un modo diverso di guardaci allo specchio. O nello specchio, o con lo specchio.
Ieri al convegno "Dalla Land Art alla Bioart" (GAM, Torino), qualche piccola radice del parco d'arte vivente. Il nuovo avanza, rapidamente. E il nuovo parla di condivisione, di processi collettivi, di creazione di una nuova coscienza sociale. Non male, no?

Però siccome qui, di leggerezza, sempre si parla, qualcuno, l'ho sentito, ha nominato baobab. E quando si parla di baobab, la leggenda s'impone, al prossimo post...

domenica 21 gennaio 2007

il gatto che rincorre il gomitolo...

Il gomitolo gira, gira, gira, gira, il gatto corre, corre, corre, sbanda, ..., corre. Gira l'angolo, restano solo più suoni sornioni per orecchie tese.
Innauguro il mio blog con quest'immagine leggera perché leggeri saranno i pensieri impressi con le parole dei miei post.
Ho pensato che forse un acquario con piccoli pesci sarebbe stato più adeguato, ma poi se il gatto mi mangiava i pesci? Sono sicura che è un gatto all'antica, rispetta queste tradizioni.
E allora vada per il gatto, e per i pensieri leggeri, o erano le parole?
Houston, abbiamo un problema.
Non ho un gatto.
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Peccato, l'idea mi piaceva. Quella dei gatti, leggeri, ovviamente.